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Le Camere CCD
Le camere CCD è una
grande possibilità per gli astronomi e anche per gli
amatori. Solo pochi secondi per vedere i risultati
delle immagini sul computer per dopo ritoccarle,
elaborarle e archiviarle.
Con le CCD si possono immortalare galassie, nebulose
e qualsiasi oggetto stellare, rispetto al negativo
il sensore della camera è molto più piccolo e quindi
questa differenza di per sé, già offre degli
ingrandimenti.
Nelle riprese di oggetti deboli, il piccolo campo
inquadrato dal sensore, in alcuni casi copre solo
una parte dell’immagine complessiva e quindi si
applica al telescopio un riduttore da f/6.3 o anche
da f/3.3 in modo da ampliare così il campo e ridurre
quindi l’ingrandimento. Per chi vuole riprese
planetarie invece una semplice lente di barlow 2x, o
3x, permette di avere sul video, dei dettagli
planetari molto belli. In più si ottengono delle
buone immagini anche da siti non perfettamente
scuri.
Grandezza del pixel e
campo
La
grandezza dei pixels permete di ottenere il campo
fotografato utilizzando questa formula:
Campo =
(206,265/Y) * X
Campo=quantità
del cielo per pixels spresso in secondi di arco
X= grandezza del pixel del CCD in micron
Y= la lunghezza focale del telescopio in
millimetri
es: per
un Telescopio da 900 di lunghezza focale) e un CCD di
5,2 um:
Campo = (
206,265/900)*5,2 = 1,19 arc sec per pixel
Per vedere la porzione totale di cielo che
sarà catturato dal sensore CCD basterà moltiplicare il
valore ottenuto per il numero dei pixel del sensore (es:
1280 x 1024 da un campo di 25'x20').
Se il valore di un arcosecondo per
pixel potrebbe essere troppo piccolo, è consigliabile
agire sul binning per almeno duplicare la grandezza del
pixel facendo che ogni pixel diventano 4(accoppiare i pixel a gruppi di 4 a
formare un unico pixel).
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