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La fotosfera è lo strato di gas che copre
l'interno del sole. Queste strato è molto sottile ed
è quello che si vede in luce visibile, quindi quella
che vediamo noi dalla terra, il suo spessore è di
circa 400km.
Il termine fotosfera deriva dal greco phòs, luce, e
sphàira, globo o palla (Sfera di luce). Questa zona
chiamata anche superficie solare è molto opaca e
quindi non si riesce a vedere quello che c'e sotto.
La fotosfera ha una temperatura che varia da 7600
a 4400 ºK circa decrescendo con l'allontanamento
dagli strati più interni da quelli più esterni.
La pressione dentro la fotosfera varia da 6,8 x 10-3
bar fino a 1,6 x 10-1 bar dove finisce ed
inizia l'atmosfera solare chiamata cromosfera.
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Profondità
(km) |
Opacità
(%) |
Temperatura (K) |
Pressione
(bar) |
|
0 |
99,5 |
4465 |
6,8x10-3 |
|
100 |
97 |
4780 |
1,7x10-2 |
|
200 |
89 |
5180 |
3,9x10-2 |
|
250 |
80 |
5455 |
5,8x10-2 |
|
300 |
64 |
5840 |
8,3x10-2 |
|
350 |
37 |
6420 |
1,2x10-1 |
|
375 |
18 |
6910 |
1,4x10-1 |
|
400 |
4 |
7610 |
1,6x10-1 |
La fotosfera è fisicamente molto importante
perchè è il luogo dove la radiazione luminosa emerge
direttamente nello spazio giugendo fino a noi senza
ulteriore assorbimenti o diffusione; quasi tutta la
luce che riceviamo dal sole ha origine nella
fotosfera.
Sebbene la superficie ci appaia omogenea è in realtà
turbolenta, presentando vigorosi moti convettivi già
visti nella sezione
zona convettiva. Questi moti convettivi appaiono
nella fotosfera e sono chiamati granuli. Un singolo
granulo ha una dimensione che può oscillare da 500 a
2000km. Al centro del granulo il gas caldo sale
dall'interno solare, raffreddandosi e ricadendo ai
bordi. Un singolo granulo ha una vita media di soli
9-10 minuti, ma se ne formano di nuovi continuamente
dando alla fotosfera un aspetto simile ad una lenta
ebollizione. Si stima che ogni istante siano
presenti almeno 4 milioni di granuli sulla
superficie solare. Tra questi granuli si trovano dei
supergranuli grandi fino a 30.000 km capaci di
resistere fino ad un giorno. Sulla fotosfera sono
presenti anche altri fenomeni come le macchie
solari, i pori, le regione attive e i flare
fotosferici.
La fotosfera è composta chimicamente di gas con il
90% di idrogeno, 8% di elio e una piccola quantità
di elementi pesanti come il ferro, calcio, sodio,
etc. Secondo uno studio spettroscopico per ogni milione
di atomi di idrogeno ci sono 60000 atomi di elio,
700 di ossigeno, 400 di carbonio, 90 di azoto, 45 di
silicio, 40 di magnesio, 35 di neon, 30 di ferro, 15
di zolfo, 3 di alluminio, 2 calcio, sodio, nickel, e
1 di argon.
La fotosfera non è uniformemente brillante ma la sua
luminosità diminuisce dal centro del disco verso il
bordo. Nella regione visibile dello spettro il
fenomeno appare molto accentuato, invece in luce
ultravioletta si osserva queste fenomeno fino a 160 nm e a lunghezze d'onda inferiori esso si inverte e
si ha l'illuminazione al bordo. Succede lo stesso nel
caso dell'infrarosso fino a lunghezze d'onda di
radio. Nella figura 1 si vede come un osservatore
guardando il disco solare, spostandosi dal centro
del disco verso il bordo osserva strati più alti.
Ogni segmento rappresenta la possibilità di
penetrazione della visuale nella fotosfera dato dal
coefficiente di assorbimento della stessa.
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Figura 1 |
Poiché gli strati
superiori della fotosfera sono più freddi di
quelli più profondi l'immagine solare appare più
luminosa al centro e si fa più tenue verso il
bordo, queste fenomeno solare viene chiamato
anche "oscuramento al bordo".
Il fenomeno dell'illuminamento
al centro dimostra che la temperatura diminuisce
all'aumentare dell'altezza. Invece guardando la
longitudine d'onda dell'ultravioletta e infrarosso
si vede l'atmosfera solare sopra la fotosfera
chiamata cromosfera dove l'andamento della
temperatura si inverte.
La fotosfera essendo la zona visibile del sole è
quella più studiata di tutte le altre. Si
conosce che il sole ruota sul suo asse in un
periodo variabile che dipende dalla distanza tra
il polo e l'equatore. Questa rotazione è chiamata
differenziale perché la velocità angolare varia
con la latitudine diminuendo avvicinandosi ai
poli.
Negli anni il fenomeno della rotazione
differenziale è stato attribuito a varie cause.
Si è pensato che l’interno solare ruotasse
molto più velocemente della superficie
producendo un maggiore trascinamento per attrito
all’equatore, ma altri studi escludono questa
possibilità. Un’altra ipotesi attribuisce la
rotazione differenziale a moti a grande scala
dai poli verso l’equatore chiamata circolazione
meridionale (Fig 3) però ancora non c’e niente
di preciso che garantisca l'una o l’altra teoria.

Fig. 2: Rotazione
differenziale: una retta che passa per un
meridiano (primo disegno a sinistra) in un
istante dato dopo una rotazione sinodica non si
trova più nella stessa posizione e forma
(secondo disegno a destra), questo è dovuto alla
rotazione differenziale della superficie solare.

Fig. 3: Rotazione differenziale e circolazione
meridionale.
La superficie del
sole non è solida è un plasma o
gas quindi il suo movimento è
molto difficile de determinare. Non è stato
facile determinare con precisione il periodo di
rotazione dato che non ci sono punti di
riferimento stabili o fissi(chiamati anche
traccianti). Tutti i fenomeni che si presentano
sulla superficie solare hanno un moto proprio
quindi non è possibile determinare il periodo con
precisione. Con il metodo spettroscopico è
possibile determinare il periodo grazie
all’effetto Doppler.
Rispetto ad un osservatore il bordo est
(sinistro) del disco è dotato, di un moto di
avvicinamento mentre quello ovest (destro) di un
moto di allontanamento. Per questo le righe dello
spettro rilevate al bordo est saranno allora
tutte spostate verso il violetto mentre quelle
rilevate al bordo ovest saranno verso il rosso.
Dall’entità dello spostamento si deduce la
velocità radiale dei punti rilevati. Dopo
bisogna fare delle riduzioni che tengano conto
delle velocità dovute al moto di rotazione e
rivoluzione della terra per arrivare al valore
esatto di rotazione solare.Queste metodo
spettroscopico non è molto preciso perché
esistono moti del gas sulla fotosfera che hanno
portato a risultati sconcertanti. Oggi si
applicano metodi di osservazione molto elaborati
che servono anche per lo studio dei campi
magnetici. Si pensa che uno strato profondo di
almeno 200000 km conserva la stessa velocità
(25.38 giorni all’equatore e circa 36 ai poli) dopodiché il periodo di rotazione sembrerebbe
costante in circa 27 giorni, questo lo ha messo
in evidenza la sonda SOHO con le sue misurazioni
dicendo che al salire della pressione, il gas
inizia a comportarsi come un corpo solido e la
rotazione diventa uniforme.
All'equatore la velocità risulta di 1.993
km/sec, corrispondenti ad un periodo di 25
giorni. Ai poli invece il periodo è di 36
giorni.
Periodo di
rotazione
0º - 25.38 giorni
30º - 26.32 giorni
60º - 28.92 giorni
75º - 29.92 giorni

Fig 4: Grafico con periodo di rotazione a
0º-30º-60º e 75º di latitudine.
Per un
osservatore sulla Terra il sole ruota con un
periodo di circa 27 giorni dovuto alla rotazione
del nostro pianeta.
Nel 1863 Richard Christopher Carrington
(1826-1875) mette in evidenza la prima misura
del periodo di rotazione solare con osservazione
telescopiche di macchie. Il 9 di novembre del
1853 ha inizio la prima rotazione Carrington, la
quale viene utilizzata per determinare la longitudine eliografica (Lo). La rotazione Carrington inizia
quando Lo vale 0º. La rotazione Carrington si
calcola sommando 27.2753 giorni alla rotazione
precedente.
Per determinare le posizioni dei fenomeni sulla
superficie solare si fa riferimento ad una rete di
meridiani e paralleli analoghi a quella terrestre;
solo che la superficie solare non ha punti di
riferimento fissi come la terra. Sapendo che il sole
ruota intorno ad un’asse, si definiscono i meridiani
che sono le linee immaginarie che sono le
intersezioni della superficie solare con piani
passanti per l’asse di rotazione (longitudine
eliografia). L’equatore solare è l’intersezione
della superficie solare con piani paralleli
all’equatore (latitudine eliografica).
Nella longitudine solare si assume come meridiano
fondamentale quello che è passato a mezzogiorno del
01/01/1854 per il centro del disco.
L’asse di rotazione solare e l'asse di rotazione
terrestre formano un’inclinazione, per questo
l’orientamento dell’asse di rotazione solare varia
durante l’anno rispetto alla terra in modo tale che
tutta la rete di meridiani e dei paralleli
oscillano, la latitudine solare varia da circa 7º
nord a circa 7º sud, quest’angolo viene chiamato Bo.
Fig 5 Disco di Stonyhurst per il valore di Bo = 0º a
7º. Girando il disco si ottengono i valori negativi.
La figura 5 mostra le carte sinottiche chiamate
anche Disco di Stonyhurst che si utilizza per la
determinazione della posizione del fenomeno sulla
superficie solare.
Quando si osserva il sole con un telescopio non, si
conosce il polo nord e il polo sud. Per questo
motivo si utilizza il metodo di spegnere
l’inseguimento automatico e si lascia derivare il
sole; il punto della superficie solare che per primo
tocca il bordo dell’immagine sarà, l’ovest e
l’ultimo punto a sparire nell’immagine sarà l’est,
però terrestre. Adesso serve determinare il nord ed
il sud come paralleli alla prima linea ovest-est.
Dopodichè dalle effemeridi solari si ottiene il
parametro Po (o angolo di posizione dell’asse di
rotazione misurato rispetto al nord del disco,
positivo est, negativo ovest). Questo angolo
determina l’angolo che tiene l’asse di rotazione
solare rispetto a quello terrestre e quindi si
ottiene l’asse nord-sud reali del sole e quindi
anche la linea che determina l’equatore solare. Dopo
bisogna prendere il valore dell’angolo Bo delle
effemeridi e prendere il disco di Stonyhurst
corrispondente e determinare la posizione in latitudine
e longitudine del fenomeno osservato.
Un’altra coordinata che si utilizza è quelle
chiamata longitudine di carrington che
determina l’angolo che forma il fenomeno rispetto al
punto 0 (zero) della rotazione carrington. La
rotazione carrington è iniziata il 09/11/1853 come
già visto prima. Carrington determinò che la
rotazione del sole ha una durata di 27.2753
giorni, quindi l’angolo che forma il fenomeno con il
valore 0 della rotazione carrington viene chiamato
longitudine eliografica e viene scritto come Lo.
Per la determinazione dell’area di un fenomeno si
utilizza come unità di misura i decimillesimi
dell’emisfero solare, che risultano essere di 300
milioni di chilometri quadrati. Allontanandosi dal
centro del disco il fenomeno cambia di misura perchè
la superficie solare è sferica e per questo
motivo l’area proiettata deve diminuire, con
un semplice calcolo trigonometrico è possibile
ottenere l’area vera del fenomeno.
Se si scompone la luce solare che arriva alla terra
con un prisma o un reticolo di diffrazione si
ottiene lo spettro solare (un miscuglio di diversi
colori). Questo è stato scoperto nel 1672 da Isaac
Newton. Nel 1800 furono osservati effetti calorifici
di una radiazione solare invisibile più in la del
rosso chiamato infrarosso, mentre si scoprirono effetti
fotochimici di un'altra radiazione invisibile più in
la del viola chiamata ultravioletta. Poi nel 1802 W.H.Wollaston e in 184 J.Fraunhofer scoprivano righe
in assorbimento più o meno oscure e più o meno
larghe nello spettro.
Lo spettro solare si adatta molto bene allo spettro
di un corpo nero che ha una temperatura di 5776ºK,
diciamo che la differenza fra loro e sempre
inferiore
al 10%.
La radiazione solare che arriva alla terra prima di
entrare nella atmosfera è composta per il 7% da radiazione
ultravioletta con longitudine d’onda minore di 3800
A (380nm), 40% da radiazione visibile da 3800 a 7000
A (da 380 a 700nm) e per il 53% da radiazione
infrarossa con longitudine d’onda maggiore a 7000 A
(700nm)
Le righe più importanti dello spettro solare si
vedono nella seguente tabella:
|
Elemento chimico |
Longitudine d’onda (A) |
Denominazione righe |
|
CaII |
3934 A |
K |
|
CaII |
3968 A |
H |
|
HI |
4102 A |
Hd |
|
CaI |
4227 A |
H |
|
HI |
4340 A |
Hg |
|
HI |
4861 A |
Hb |
|
MgI |
5167 A |
b3 |
|
MgI |
5173 A |
b2 |
|
MgI |
5183 A |
b1 |
|
FeI |
5270 A |
E |
|
NaI |
5890 A |
D2 |
|
NaI |
5896 A |
D1 |
|
HI |
6563 A |
Ha |
Le radiazioni elettromagnetiche di diversa lunghezza
d’onda provengono da strati diversi del sole; le
onde radio provengono dalla corona e dall’alta
cromosfera; l’infrarosso lontano proviene da strati
diversi della bassa cromosfera e della fotosfera;
l’infrarosso vicino, la luce e l’ultravioletto fino
a 1650° (165nm) provengono quasi esclusivamente
dalla fotosfera; l’ultravioletto al di sotto di 1650
A, l’ultravioletto estremo e i raggi X provengono di
nuovo dalla cromosfera e dalla corona.

FABIO MARIUZZA
Granulazione / Supergranulazione / Regione attiva /
Macchie solari / Facole / Oscuramento al bordo /
Brillamenti / Oscillazioni |