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Il magnetismo solare
Il magnetismo è
uno dei principali aspetti della fisica solare e
il aspetto più studiato in quanto si ritiene che
esso sia alla base della maggior parte dei
fenomeni solari.
I campi magnetici sul sole sono stati scoperti
nel 1908 nelle macchie solari grazie a
osservazioni di tipo spettropolarimetrico. Si sa
che in tutto il sole la materia se trova
ionizzata. La ionizzazione provoca un elevato
valore della conducibilità elettrica. In un
plasma (gas ionizzato) valgono le equazioni
della magneto-idrodinamica in particolare il
teorema di Alfvèn: “Le linee di forza del campo
magnetico sono congelate nel plasma” vuol dire
che le linee di forza sono rigidamente connesse
al plasma in moto. Il teorema di Alfvèn vale per
una superficie arbitraria.
Se chiama B al valore del campo magnetico in
gauss (G) che può realizzarsi entro una
struttura isolata immersa in un plasma avente
pressione P il suo valore è dato da:

Negli strati più
profondi della fotosfera solare dove la
pressione ha un valore di 200.000 barie(circa
1/5 della pressione atmosferica che misura
1,013 bar, 1 Bar= 1.000.000
barie) B prende un
valore di 2200G , queste valore coincide
abbastanza con i valori misurati nelle macchie
solari più grandi dove il campo magnetico e
dell’ordine di 3000G.
In una macchia il campo magnetico esercita una
forza verso l’esterno che tende a espandere la
macchia. La pressione al esterno della macchia e
maggiore e cosi si ottiene l’equilibrio. Dentro
la macchia il plasma solare ha una densità
minore rispetto a quella fotosferica.
Si ritiene che sia proprio la
presenza del campo magnetico a inibire la
convezione negli strati più profondi della
macchia. Quindi risulta più fredda perchè il
trasporto di energia è meno efficiente che nella
fotosfera. La temperatura della macchia è di
circa 4000ºK e nella fotosfera la temperatura è
di 5800ºK e ne risulta un contrasto di circa un
fattore 10 che fa apparire la macchia come scura
per contrasto con la fotosfera.(Figura 1).

Figura 1: Immagine di una macchia della sonda
HINODE (Solar-B)
La presenza di forti campi
magnetici in regioni più vaste viene chiamato
regione attive. Le regione attive appaiono più
brillanti in contrasto con la fotosfera. Si
vedono sopra tutto nei bordi del sole dove
l’oscuramento aiuta a vedere più chiare queste
zone. In generale le macchia sono associati alla
presenza di queste zona attive in maniera molto
complessa. La agenzia americana NOAA (National
Oceanic and atmospheric administration) provvede
a catalogare le regione attive assegnando loro
un numero d’ordine. Il numero uno c’e stato
assegnato a una regione attiva del 5/1/1972 e
prosegue da tale data, oggi siamo gia con un
valore vicino a 11000. Con una media di 300
regione attiva all’anno.

Figura 2: Immagine della sonda soho del 1/4/08
dove si vede la regione attiva 10987
Quando a partire
del 1908 si cominciarono a misurare i campi
magnetici emersero dei nuovi fatti
sull’magnetismo solare, racchiusi nelle
cosiddette leggi di Hale:
1º Legge di Hale: si riferisce a
sistemi bipolari di macchie e dice: “la macchia
che precede (p) ha polarità opposta rispetto
alla macchia che segue (f) e che, inoltre, la
polarità della macchia che precede in un sistema
bipolare nell’emisfero nord ha polarità opposta
rispetto alla macchia che precede in sistema
bipolare nell’emisfero sud.”
2º Legge di Hale: dice: “La
polarità delle macchie si inverte in cicli
successivi” Cosi una macchia che precede ha
polarità positiva nell’emisfero Nord e negativa
nell’emisfero Sud, nel prossimo ciclo sarà
negativa nell’emisfero Nord e positiva
nell’emisfero Sud. Per questo se dice che un
ciclo solare dura 22 anni e non 11.

Fabio A.
Mariuzza
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