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Immagine della
Cromosfera con due belle
protuberanze ottenuta
della Siberia per
Antonio Cocconcelli. |
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La
protuberanze solare sono decisamente
i fenomeni più spettacolari che
possiamo osservare sul sole. Queste
fenomeno si osserva solo nelle
condizione di eclisse totale oppure
con apposito filtro che lascia
passare la luce con longitudine di
onda 6563 A chiamata anche luce
Halfa che corrisponde a vedere la
cromosfera solare. Le protuberanze
sono giganteschi getti di plasma che
fuoriescono dalla cromosfera sotto
la spinta dei campi magnetici del
sole allontanandosi della superficie
solare per migliaia di kilometri
nella corona solare. Spesso la forza
gravitatoria solare li fa cadere e
cosi si formano le protuberanze ad
arco, altre volte si staccano della
superficie e viaggiano nello spazio
raffreddandosi.
Le protuberanze mostrano nella
maggior parte dei casi una struttura
grosso modo ad arco diretta lungo i
paralleli solari, le sue dimensione
tipiche sono dell’ordine di 200.000
km di lunghezza e 5.000 km nel senso
trasversale. L’arco è ancorato alla
fotosfera ai suoi
estremi chiamati piedi e si innalza
con altezza tipiche dell’ordine di
30.000km.
La prima fotografia di protuberanze
vennero eseguite per la prima volta
nell’eclisse del 1860; e
nell’eclisse del 1868 vennero
introdotte la tecnica spettroscopica
e se scoprì le righe in emissione Ha,
Hb;
Hg
del idrogeno e la D3 del Elio.
Risultò cosi possibile osservare il
sole fuori eclissi osservando in
quelle longitudine di onda.
Queste tecniche permettono di
studiare le protuberanze anche in
proiezione sul disco dove si
osservano delle strutture oscure
(dette anche filamenti) che
corrispondono alle protuberanza
viste sulla superficie solare.
Invece le protuberanza al bordo del
disco si vedono brillante sullo
sfondo della corona molto più
oscura.
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Fotografia
di un grande
protuberanza
al bordo
solare
eseguita per
la sonda
SOHO(Solar
and
Heliospheric
Observatory)
il
14/09/1999
con lo
strumento
EIT304 che
fa vedere la
linea in
emision del
elio
ionizzato
due volte
nella
longitudine
di onda di
304 A.
Questa
protuberanza
ha circa
340.000 km
di altezza
sulla
superficie
solare e
circa
420.000 km
di
lunghezza.
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Immagine
dello
strumento
EIT nella
sonda SOHO |
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Le protuberanze non devono
essere confuse con le spicole, che sono come le protuberanza
però con altezza inferiore all 1% del raggio solare.
Secondo il libro “Astrophysics of the Sun” le protuberanze si
possono classificare in due tipi:
Classe I: Protuberanze quiescenti (QRF)
di lunga durata.
Possono durare da qualche giorno a sette-otto mesi, la media e
di 3 mesi. Al loro nascere sono generalmente orientate nella
direzione nord-sud lungo i meridiani e col passare del tempo
esse tendono ad orientarsi nella direzione nordest-sudovest
nell’emisfero nord e nella direzione sudest-nordovest in quello
sud e successivamente nella direzione est-ovest lungo i
paralleli. Questa tendenza e dovuta alla rotazione differenziale
che determina un avanzamento della parte più vicina all’equatore
rispetto a quella più vicina al polo.
Le protuberanze quiescenti equatoriali possono manifestarsi sia
entro una singola Regione Attiva (con o senza macchie), si fra
due Regione Attive invece quelle polari si manifestano fra la
parte seguente delle Regione Attive ed i campi magnetici diffusi
polari. In tutti i casi le protuberanze quiescenti si dispongono
lungo le linee neutre del campo magnetico, lungo i punti in cui
la componente verticale del campo magnetico e nulla. Le
protuberanze quiescenti possono attivarsi e esplodere
allontanandosi con velocità di diverse centinaia di km/sec
queste fenomeno e chiamato SD (Sodden Disappearance, sparizione
improvvisa) e osservato molto bene ai bordi. Di solito dopo un
SD le protuberanze tendono a formarsi di nuovo con le stesse
caratteristica di prima. Le SD sono associate a brillamenti
oppure a variazione delle strutture magnetica in questo caso e
molto provabile che la protuberanza non torni a formarsi.
Classe II: Attive o eruttive (ARF) di corta durata.
Le protuberanze eruttive o a rapida evoluzione sono in
generale più piccole delle quiescenti, durano solo qualche ora e
mostrano elevate velocità (50-1000 km/sec) e frequenti
variazioni di brillanza. Se la velocità della protuberanza e
minore a 670 km/sec il plasma tornerà sul sole, invece se la sua
velocità e superiore ai 670 km/s il plasma si disperde nello
spazio interplanetario.
Nella classe I troviamo:
A-Hedgerow o forma di siepe
B-Curtain, Flame, Fan o tenda, fiamma, ventaglio
C-Arch o a forma di arco
D-Cap, irregular Arch o a forma di berretto o arco irregolare
Nella classe II troviamo:
E-Disparition brusque o brusca dissaparizione
F-Eruptive
G-Surge o aumento improvviso
H-Spray o a forma di spruzzo
I-Flare Loop
Inoltre le
protuberanze che si trovano a latitudine eliograiche inferiori a
40º sono dette equatoriali e le altre polare. Questa divisione
viene fatta perché le Regione Attive si sviluppano a quelle
latitudine.
In generale le protuberanze polari sono quiescente.
L’analisi spettroscopico delle protuberanze mostra che il plasma
e relativamente freddo, con temperatura cinetiche dell’ordine di
10.000ºK e relativamente denso rispetto al plasma coronale
circostante con densità dell’ordine di 1011-1012
Le protuberanze possono rimanere sospese nella corona
perche essistono delle forze che stanno in relazione diretta con
il campo magnetico e densità di corrente corrente che fluisce
nella protuberanza , questa forza viene chiamata forza di
Lorentz ed è in stretta relazione con il campo magnetico.
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Immagine di un
protuberanza effetuata dal osservatorio
BigBear il 27 di gennaio del 1997 dove
si puo vedere che le protuberanze
presentano una elevata struttura fina,
il materiale appare concentrato in
filamenti sottili lungo i qualli vengono
osservati dei movimenti discendenti in
forma di pioggio o di tendaggio. |
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Immagini
di protuberanze
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Animazione protuberanza / Tempo 30 minuti
04/10/2009 - Fabio Mariuzza |
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Gigantesca protuberanza
26/09/2009 |
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Calcolo altezze protuberanze
11/04/2009 |
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20/09/2008 11:00 Fabio Mariuzza/Paolo Beltrame
Protuberanza ripresa con il C11 da Talmassons e
camera Magzero Mz5-c |
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22/04/2006 10:19 TU
Gianluca |
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24/9/2004 14:20 Gianfranco Meregalli
Tre archetti molto piccoli e vicini ripresa con
il
Pst + barlow 2,5 e 2(una in coda all'altra) con
web toucam 2 - elaborata con registax - Milano
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15/05/2008 09:32 Gianfranco Meregalli
Bellissima protuberanza è stata ripresa con il
Pst e
barlow 2x celestron,+ web toucam2, ed elaborata
con registax - Milano
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02/04/2008 08:00 TU Fulvio Mete
Immagine ottenuta con PST
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20/08/2002 Immagine della fotosfera nel disco e la
cromosfera all bordo per Renato Pellegrini |
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immagine di protuberanze...
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