(Pseudonimo della scrittrice argentina Marta Roldan)

 

 
 

AMICI POETI

    

ANTONIO CATERINA

        

IMPARIAMO  A  CONOSCERCI.

Impariamo a conoscerci, ad amarci per  come siamo

e per quello che facciamo, liberiamoci da concetti

che non ci appartengono, dai dolori, dalle frustrazioni,dalle angoscie.Cerchiamo di stare bene con noi stessi, perché solo stando bene con noi stessi,staremo bene con gli altri. Lasciamo vagare la mente nel vuoto, riappropiamoci della nostra libertà interiore perduta,abbandoniamoci alla vita stessa, sarà lei a guidarci  nei meandri della nostra vita. Non  opponiamo resistenza, ma invece spalanchiamoci le porte diamo un cambiamento totale della nostra esistenza. Non     portiamo fretta, le cose verranno da sole, la vita  è una  e per questo che ne dobbiamo cogliere il senso, il valore.  Già  esseri vivi  è una cosa

molto importante, ricordarsi sempre  di non apparire,

per quello che non siamo. Cerchiamo  di  essere  sempre noi stessi, nel bene e nel male, diamo un impronta reale al prossimo. Non buttiamoci  alla deriva come essere privi  di una personalità, non paragoniamoci agli altri  e soprattutto non giudichiamo perché  non  è il nostro compito, se no di

conseguenza anche noi saremo giudicati. Sono concetti  semplici  e facili da applicare, rompiamo questa barriera che è dentro di noi  e avremo  una visione migliore del mondo. Allarghiamo i nostri

orizzonti, non fossilizziamoci sulle cose senza senso.

Diamo sfogo, liberiamo  le nostre energie  represse,

così facendo ci  sentiremo molto meglio. La nostra

mente dovrà stare sempre in allenamento, come  il

nostro corpo che ha bisogno di nutrirsi, idem per la mente. Noi siamo e  resteremo  sempre  noi stessi,

nessuno potrà mai cambiarci, non facciamo  mai emergere il nostro ego, non creiamoci delle mete da

raggiungere che chissà  se riusciremo  a realizzarle.

Secondo la coscienza la soddisfazione  più grande  è quella di donare tutto te stesso al prossimo, senza

ricevere  nulla in cambio, per capire il vuoto basta

chiudere gli occhi  ed abbandonarsi  ad un senso di pace, di tranquillità. A cosa serve affannarsi per raggiungere  uno scopo nelle vita?

Vorrei esprimere  dei concetti  ma non riesco  ad elaborarli per poi trascriverli su questi fogli. Conoscere se stessi è un esercizio che richiede tempo e pazienza e solo con il tempo potranno arrivare dei risultati.  Tutto  questo  sempre nel silenzio, come quando si cerca DIO nella preghiera. In conclusione

Io sono tutto questo e non posso cambiare per far piacere agli altri, chi mi accetta così  è bene e chi no

non mi interessa.

 

                                               ANTONIO  CATERINA

 


AMIAMOCI  

Confusione totale nella mia mente, è possibile andare d’accordo, rispettarci, volerci bene?

Certamente, e non costa nulla, apriamo le nostre braccia abbracciamo il mondo intero, i nostri nemici, amici.

Impariamo che : “l’io” e il : “ me” serve a ben poco e che quindi serve il :” noi”, come dicevo prima fatto di abbracci,baci, strette di mano,pacche sulle spalle. Coordiniamo  e sviluppiamo le nostre idee,sensazioni, emozioni, amiamo la vita nel bene e nel male, cerchiamo di capire ,di comprendere che dai nostri sbagli potremo formare una società molto diversa. Non pensiamo solo ad accumulare ricchezze, che non porteremo certo nell’altro mondo .Provate  a vivere  un esperienza  e cioè  quella  di donarsi al prossimo. Vi accorgerete di essere cambiati e  soprattutto aver fatto qualcosa di utile. L’armonia, la gioia, è stata creata dall’amore di DIO  verso il prossimo, stiamo sempre con il sorriso  sulle labbra , anche se le cose non vanno come dovrebbero andare, non prendetevela più di tanto. Quando parliamo  con il nostro prossimo guardiamolo negli occhi  che sono il rispecchio dell’anima. Impariamo ad amare  e rispettare la vita, per fare un esempio: perché non andiamo  mai a trovare  degli anziani in una casa di riposo , o altro, parlare  con loro ed apprendere  tante nozioni importanti. Oppure far parte di un associazione nel campo del sociale?

Anche perché cosi facendo potete capire che la sofferenza ci insegna molto. Cercate di riportare  sulla retta via  tutti coloro  che si  sono persi, parlate  con loro, fategli  riacquistare  la fiducia  che avevano una volta, siate dei buoni amici, dei buoni  consiglieri. E’ bello avere un amico, con cui parlare, discutere, scambiare  quattro chiacchiere, abbassiamo,riduciamo le nostre barriere protettive. Con  questo  io non voglio  imparare  niente  a nessuno, perché  anche io ho ancora molto da apprendere. Cercate  di stare  in mezzo  alla gente  e soprattutto fate attenzione a quello che dicono, imparate da chi ne sa più di voi.

Saper ascoltare è un buon metodo per poi sviluppare  un vostro giudizio. Anche se come ho detto altre volte noi non  abbiamo il diritto  di giudicare  gli altri, perché non siamo nessuno. Quindi riflettete prima  di parlare. Ubriachiamoci  di amore, di  affetto, perché solo  con l’amore potremmo far scaturire altri eventi positivi, quindi crediamo  nell’amore. Un'altra cosa molto importante  da tener presente  è la pazienza, perché  non  siamo tutti uguali  e di questo ne sono molto soddisfatto. Concentratevi  sul futuro dell’amore e sperate  sempre in qualcosa di buono.

Purtroppo siamo esseri umani  e come tali dobbiamo darci da fare  per  costruire  un mondo migliore e soprattutto non dobbiamo guardare al passato , il passato è passato, e quello che conta  è l’oggi. Se qualcuno  non  è d’accordo con me  va bene lo stesso.

Le parole  sono il surgelato  della realtà , siamo dominati  a tal punto  da quello  che gli altri  ci dicono che dobbiamo essere, da aver dimenticato chi siamo.

Se io do aspettandomi  qualcosa in cambio sarò sicuramente  infelice.

Quel corpo è il tuo  veicolo, se vuoi  arrivare  al posto giusto e nel modo giusto  devi tenerlo in forma  smagliante. Rispettalo, perché  è il veicolo che trasporta cioè che  è essenziale  almeno  per il momento. LAO TZE diceva  che tutti  sono il perfetto : “ loro” , noi siamo  già perfetti .Il denaro  non è necessario, fa comodo, ma non è necessario. L’unica sicurezza  che esiste siete voi, la sicurezza sta in voi, quindi siete la vostra unica sicurezza. Dunque come veniamo in contatto  con noi stessi? Innanzitutto , diventando consapevoli . L’individuo  veramente  sano di  mente  è quello  che tiene conto  di un gran numero  di alternative  e specialmente  di quelle più vitali. La  vita non è un fenomeno isolato  è parte  dell’esperienza  generale  e influenza  continuamente ogni nuovo momento  e ne viene influenzata. E un'altra cosa  non evitate  gli stati negativi, i quali possono insegnarvi  molte cose. Non evitate  la gente che crea  in voi stati negativi, liberatevi dalle aspettative, quando smettete  di attendere  avete tutto , se fate i fatti vostri  senza aspettare  niente, avete  già tutto  ciò di cui  avete bisogno. Se volete  soffrire, ebbene , allora  andate  in giro  aspettandoci  questo e quello. Soddisfare le vostre aspettative  non è l’unico scopo della gente .Ieri  ha detto qualcuno : “ è un assegno annullato e domani  è soltanto  una cambiale. Soltanto l’oggi  è denaro contante”. Meno avete , e meno dovete preoccuparvi. C’è una terra di  vivi  e dei morti  è il ponte  è  l’amore, l’unica sopravvivenza e l’unico  significato. Ma ogni  progresso  comporta  un rischio, il nostro dovere  più grande  è aiutare gli altri, se non potete  aiutarli , almeno non fate loro del male.

La solitudine  e l’egocentrismo  portano  alla morte  e all’ annientamento. Il più profondo  bisogno  dell’uomo  è superare  la  separatezza. Lasciare  la prigione  della sua  solitudine . L’ incapacità di realizzare  questo scopo  comporta la pazzia , senza L’interdipendenza , nessun  gruppo vivente  di organismi  potrebbe mai sopravvivere.

                                                  ANTONIO  CATERINA

   

IL  RITORNO  DAI  CAMPI

 La  sera era  arrivata  e  finalmente  era finita un'altra dura giornata di lavoro nei campi. Mastro UCCIO  caricò il carretto di zappe ed altri attrezzi per la campagna, per tornarsene a casa. Sulla via del ritorno pensava a quanto aveva dovuto lottare, combattere, per conquistare la sua autonomia: sposarsi, avere una casa, una famiglia, ma in compenso  era felice, soddisfatto. Il carretto era trainato da un bel cavallo striato di nome AMILCARE, al quale mastro UCCIO  era molto affezionato. La campagna  distava cinque  chilometri dal paese che era situato sul cocuzzolo della montagna. Finalmente  arrivò a casa, aprì  la stalla, ripose il carretto, liberò il cavallo, lo legò, lo accarezzò dicendogli: “ Buonanotte AMILCARE,  ci vediamo domani”. In casa lo attendeva la moglie che  mastro UCCIO  salutò  con un affettuoso  bacio sulle guance. Donna IGRETT era tra i fornelli, amava molto cucinare per il marito che era un  buongustaio.  Quando in paese si organizzavano feste, sagre ed eventi vari,  chiamavano sempre donna IGRETT, la sua cucina era molto apprezzata. Tutti volevano bene sia  a lei che al marito perchè erano di indole molto buona. Ormai l’età  c’era, avanzava, ma nello stesso tempo non avevano paura della morte  e quando qualcuno  gli chiedeva notizie, informazioni, loro rispondevano: ”Procede tutto a gonfie vele, fino a quando il SIGNORE  ci dà  la forza”. Sia mastro UCCIO che donna IGRETT avevano un aspetto molto giovanile, non dimostravano  la loro età, anche se come abbiamo detto prima, svolgevano il duro lavoro dei campi. Avevano due figli:  un maschio di nome VLADIMIRO e una  femmina di nome MARCEAU. VLADIMIRO lavorava  all’estero  e precisamente  a  RIO  DE  JANEIRO  ed era responsabile  di una ditta  di strumenti musicali molto nota.  MARCEAU lavorava in  ITALIA, a  BOLZANO ed era  segretaria in una struttura sociale privata. Come per ogni genitore  i figli sono tutto  e quando  ritornavano  in paese, in casa  UCCIO  era una grande festa. I giovani  avevano  un rapporto positivo con i genitori ai quali volevano molto bene. Arrivò la domenica   e  all’improvviso mastro UCCIO e donna IGRETT sentirono bussare alla porta. Che sorpresa! Erano i ragazzi. Si strinsero tutti in un forte abbraccio ed insieme si recarono  in chiesa per ascoltare la santa messa. Terminata la funzione i paesani  salutarono VLADIMIRO e MARCEAU e  per usanza,  come succede di solito,  furono  invitati  a prendere qualcosa  nelle loro case. Mastro UCCIO e donna IGRETT tornarono a casa  per imbandire la tavola per il pranzo. Rientrati dalle visite  VLADIMIRO  e MARCEAU  andarono nelle loro stanze. Nulla era cambiato, era tutto come prima e per questo entrambi,  vollero  riappropriarsi ed immergersi per un attimo  nei ricordi della loro infanzia. Furono però distolti da donna IGRETT che con i suoi  modi  educati, li chiamò  avvisando che il pranzo era già pronto e stava sulla tavola. Che bello quando la famiglia è tutta riunita  e si va d’amore  e d’accordo, cose che al mondo di oggi  è molto difficile trovare, perché  si sono persi tutti quei valori veri  che esistevano una volta. Sul volto  di ogni commensale  sprizzava felicità e apprezzamenti per il pranzo  e il buon vino. A tavola  si parlò del più e del meno e se c’erano novità in vista. VLADIMIRO  e MARCEAU rassicurarono i genitori dicendo: ”Cari  mamma e papà,  non preoccupatevi  perché se ci saranno delle novità, voi sarete i primi  a saperlo”. Anche tra fratello e sorella c’era molto accordo, rispetto e amore, che pretendere di più dalla vita? Il paese ormai da tempo si stava svuotando perché  di lavoro non  se ne vedeva  neanche   un raggio di sole e quindi  i giovani  erano costretti  ad emigrare. Erano rimasti  solo gli anziani e qualche  bambino che, per fortuna, con   giochi e  schiamazzi, ravvivava il paese. Molti genitori  si ponevano il problema del futuro  dei propri  figli. E si chiedevano: ” Ci sarà un futuro? Quale?” Speravano nel buonsenso dei politici e degli organi predisposti. Questi dubbi venivano però placati dalla disponibilità e considerazione dei figli verso i genitori. I loro insegnamenti avevano favorito l’AMORE. Finirono le ferie  e  VLADIMIRO  e MARCEAU dovettero ritornare alla solita vita. Donna IGRETT  e mastro UCCIO da buoni genitori  consegnarono ai due  figli delle borse  piene di ogni specialità  culinaria fatta in casa con l’augurio di  rivederli  il più presto possibile. Li accompagnarono alla stazione, li salutarono. In tanto tirava  un forte vento e i due coniugi si presero sottobraccio e tornarono felici  e contenti nella loro casa. L’indomani li avrebbe aspettati il ritorno al lavoro nei campi, meno duro perché accompagnato dalla gioia del ricordo.  

CAMPOBASSO 07\09\ 2007                                                                                   ANTONIO   CATERINA


NEL   VUOTO

 Nel  vuoto di una bottiglia rimangono

incatenati tutte le mie aspirazioni, progetti edansie.

Senza una via  di uscita  verso l’alto.

Buttiamola  in mare così da poter raggiungere

posti  sconosciuti.

Mentre attendi con trepidazione la risposta,

che ti possa  far cambiare vita e vivere

nuove avventure.

 CAMPOBASSO 1\10\ 2007

                                                ANTONIO  CATERINA

 

  
  
  

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