(Pseudonimo della scrittrice argentina Marta Roldan)

 

 
 

AMICI POETI

    

Franco Falzari

        

saudade...


...soltanto adesso
che abbiamo volto altrove
le nostre vite
per viltà se credi
o per non aver saputo
riconoscere il tempo
della nostra rivoluzione
sale
dal lungomare di Nazaré
pieno di insensato
e di cavalloni che transumano
Dentro il labirinto
di momenti irrisolti
il vino verde libera canti
di neri scialli
agonia della penosa assenza
che incatena il cervello
e permane
Sentiremo per sempre
l’odore di cantina salmastra
dove tutto é stato vero
definitivo
e mai dimenticato
dalla silloge “Per Amore”

 

 

Petra


Il Siq all’alba
inghiotte naufraghi
da un’anfora trasparente
Non ci sono abbastanza occhi
né parole
mentre scorre
mutando colori
Scivola via
stupefacente fessura
nella Terra
che si assottiglia
sino all’asfissia
tra pareti oscure
d’ombre
Al suo estremo
il sole
sciabola fondali rosa
affreschi custodi
lasciano brividi
di ogni fantasia
amalgama
di cronache remote
vissute tra Roma
da fuggire
e Oriente da vendere
dalla silloge “Dune”

 

    
quattordici aprile

Tutti a Venezia
Tutto in Venezia
E Venezia scorre piano
davanti alla vetrina del caffè
noi da questa parte
spettatori
tutta Venezia dall’altra
sempre eguale
con fiori e ghirlande
Poi tutta Venezia si ferma
e guarda noi
che diventiamo improvvisamente
gli attori
di un mucchio di anni
che si raccontano correndo
senza respiro
lungo l‘eterno listòn
litigando tra loro
per le nostre assenze
volontarie
Niente applausi finali
Intorno alla vetrina
dopotutto
si riepiloga il significato
di quello che ormai
ognuno è
di qua e di là dal vetro

 

dalla silloge “Geometrie Variabili”

 
   
  
  
  

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