(Pseudonimo della scrittrice argentina Marta Roldan)

 

 
 

AMICI POETI

    

Paolo Filippi

        
Prologo: "LA PRINCIPISSA SCUNTENTA"
18 dicembre 2005:una  giornata uggiosa d’inverno con quel  cielo grigio che ti opprime,che ti penetra nel sangue e addormenta la vita!
Dopo avere trascritto le ultime note di una fantasia dodecafonica,chiudo il mio pianoforte dispensatore  generoso di gioia e serenità per il meritato riposo di questa giornata per riposarmi.
Solito rituale di ogni sera….la frugale cena a base di minestra,il pigiama,i gatti   che mi aspettano sornioni pronti ad accoccolarsi  vicino a me.
Un turbinio di pensieri nella mia mente mentre provo a prendere sonno passando con la velocità sicuramente più veloce della luce da una sensazione all’altra,associando e dissociando eventi e situazioni,cercandone di concatenare la possibile interdipendenza con la pretesa  unica ed unitaria di fare chiarezza.:
Nel momento transeunte tra fase conscia e controllata al trapasso……
nella dimensione inconscia,mi ricordo solamente di essere stato rapito in un vortice di luce senza colore non umana;di essermi sentito elevare in alto con un movimento di inenarrabile dolcezza ed essere entrato in una dimensione  nuova non terrena, avviluppato e coinvolto in un silenzio strano avente tutti i suoni dell’universo e direi con Dante”come trasumanare”….
La magnificenza del Palazzo Pignatelli della mia Castelvetrano mi appariva nella sua antica primigenia veste e lo sguardo mi andava su un enorme quadro del salone in cui trovavo raffigurante una figura completa di una nobildonna vestita turchese con un grande diadema sui capelli.
Nello stesso momento la figura sembrava accennare ad un insolito movimento… materializzandosi  essa stessa  in quella stanza senza destare  alcuna sensazione di paura in me.
“…Mi chiamo Zenobia, ma in questo incontro  saro’ per te Sara!Mantova è stata la terra mia …Il mio cuore e’ rimasto là  e con doglianza penso alle camminate  nella piazza Sordello e delle erbe…,nei dolci turbamenti meriggi ammirare i miei laghi  e le mie dolci pianure dove crescono le ninfee, i fiori dell’infelice storia di un amore non corrisposto  tra Ercole e sa sua ninfa.Mio padre fu Ferdinando principe di Guastalla cugino di Vincenzo II. Trascorsi la mia fanciullezza ospite del bel palazzo tè a Tajato  quando guardavo incantata il grande Mantenga dipingere le volte del palazzo con le storie dei nostri avi.
Fui data in isposa  a Giovanni III d’Aragona vicerè di Sicilia e cavaliere del toson d’oro e venni  per lui in terra di Sicilia,terra bella che non ha saputo riempire il vuoto della mia!
…….fammi proseguire,ti prego, nel parlarti di me dopo secoli di silenzio e di dimenticanza…
Non compresi mai bene la lingua di Sicilia e per questi abbi sempre difficoltà nei rapporti.
Il mio sposo, troppo preso dalle cure e dai rapporti di palazzo, trascurò sempre la mia persona come se non fossi stata presente tra queste stanze,e non conobbi con lui nemmeno le dolcezze dell’amore posseduto com’era da una malattia che  a ciò l’impediva.
Di me infelice molta consolazione e sollazzo avevo  nella casa tra i feudi di  Rampante di Favara  Airone  dove incontravo i miei furtivi spasimanti.
Sono morti tutti quando nella mattinata  se ne andavano vittime di un trabocchetto  teso per loro ….e la terra nel corridoio d’uscita li inghiottiva perché nulla si sapesse!(sì vuoli la vostra terra di Sicilia!)
Di Blasi si salvò con la complicità della servitù ; giovane bello.colto e gentile di buona famiglia di Castruvetrano.
Ed i segreti di Airone misero le  ali  e la maldicenza arrivò al Palazzo Pignatelli ed alla gente.
Il principe, mio  marito che pure a modo suo mi voleva bene, mi convocò e disse con lo sguardo  pietoso e dolorante”solo la morte tua può lavare la vergogna  che tu hai procurato alla mia Famiglia….
Ed il veleno  entrò nel mio corpo e ne procurò lentamente la dipartita separandomi dalla vita!
Straniero che mi hai tirato dal passato,ed era scritto!…. questa è la mia storia…
Portala nel tuo tempo perché vada  in quello futuro, ora che questo non ha più dimensione per  Zenobia Gonzaga di Guastalla!..”.
A questo punto la principessa come era venuta tornò nella forma pittorica del suo quadro come non ne fosse mai  uscita!...
Per una strana ed inspiegabile,per quello che mi ricordo del sogno,traslazione mi sono trovato spettatore della festa  di fine d’anno  di Castrovetrano del 1600 con tutta una enormità di gente che acclamava il principe:
La sua carrozza nera che usciva dal palazzo Pignatelli, era tirata da  quattro cavalli elegantemente bardati a festa  ed avanti alla stava tutto il Clero di allora con uno scampanio augurale che veniva  dalla vicina cattedrale.
Poi…venivo ancora catapultato lievemente  nella stanza dell’Airone di cui aveva parlato Sara la principessa spettatore involontario di  tutti  gli  amplessi e gli incontri in una lunga notte fuori dal tempo e dalla dimensione.Scorsi uno ad uno i giovani del tempo vogliosi di vita,ricchi di giovinezza ed entusiasmo, ignari di quanto di funesto sarebbe loro da lì a poco accaduto!
Vincenzo,Calantono,Giovanni.Niccolò,Domenico.Paulo,Andrea,Carlo,Ferdinando e tanti altri di cui ricordo solo il viso e poi…. sentire  le voci estreme della  fine  nella profonda botola dove erano caduti……
Lontano da me come un galassia e vicino con un viso ad altro viso…..vivevo l’ultima immagine del sogno con un Palazzo Pignatelli  a lutto il cui portone era  semichiuso;un via vai  di gente e poi l’aprirsi  dello stesso  per dare  via all’uscita del corpo della principessa dentro una bara colore  legno portata  a mano e dalla piazza grande il mesto corteo in una giornata d’inverno avviarsi con lente cadenze verso la sua ultima dimora.
A questo  punto  il  suono inopportuno del telefono mi riportava nella  attuale realtà del mio tempo interrompendo il sogno   in questo anno 2005 dopo Cristo!   
Io Vi  ho raccontato la  “historia”e chiudo il mio libro!
Adesso apritelo Voi……
…..Il cantore. 2000…. Paolo Filippi
REDATTO IN  CASTELVETRANO  IN  23 12 03 come introduzione alla mia opera  culturale letterario  musicale”la principissa scuntenta”.
I  cd con  18  quadri  canzoni si possono  richierere alla Elettronica musicale Paolo Filippi via 4 novembre 31 91022 CSTELVETRANO (TP)

avril que tu as oublie’…
                   Paolo Filippi
 
Ricordo non averti atteso tanto…
quell’aprile lontano…
il mare sbiancava
nella lustrura della pioggia
…avril que tu as oublie’
avril que tu as oubliè..
 la casa disabitata
…non venivi
ed io dicevo
…ora viene
…ora viene
 
Il tuo sesso si bagnava
su quel letto traballante
e ci copriva il lenzuolo
della nostra primavera…
 
Allo strafaccio
il  mare sbiancava
nella lustrura della pioggia
..
avril que tu as oubliè…..
CANTASELINUNTE              
(paolo filippi)
 
CANTA DOLCE SELINUNTE
LA TUA NENIA STANCA
STANCA COME IL TEMPO
SFOGLIA IL LIBRO DELLA VITA
TROVERAI IL PASSATO
QUANDO TU ERI VIVA
 
VIVA CON I TUOI MERCANTI
CON LE DOLCI NENIE CON I TUOI BAMBINI
VEDI ANCORA I TUOI EROI
PREGHI I SACRI DEI
PER L’ETERNITA’
 
IL FIUME SCORRE  VERSO IL MARE
QUEL FIUME IMMENSO SOTTO I TEMPLI
E P’ORTA VIA LE TUE SPERANZE
FINITE TUTTE IN UNA NOTTE
 
PIANGI  CARA SELINUNTE
CON L’ORGOGLIO  ANTICO
CHE SI SVEGLIA ANCORA
SCEMPIO SONO LE TUE CARNI
OGGI COME IERI
IN UN CREDO ANTICO
 
controcanto:
pallida selinunte
nel tuo dolore antico
ricordi i giorni tuoi
quando tu eri viva…
dormono i tuoi eroi
sotto le tue colonne
…il canto del Selino
protegge  il sonno tuo!
cara mia selinunte
eseguo il mio concerto
sotto la luna amica
per dedicarlo a te…
 
ADAGIO IN RE MINORE                 
                            (PAOLO FILIPPI)
Ed il mio concerto
sul vento tenue            
di primavera
sale.. vola nel cielo
nell’infinito…
 
E la mano trema
sul pianoforte
della mia vita….
…anela le alte vette
della luna…
 
Oltrepassano i confini della vita
onde cerebrali dalla mente partorite…
..melodie di note che si seguono
e si tengono per mano
nel loro viaggio…
 
e su questo adagio
che il vento porta
c’è la mia vita..
Rinasce la speranza
dentro me….


BALLA FINO ALL’ALBA…
                                      Paolo Filippi
 
BALLA FINO ALL’ALBA
NON PENSARE  A NULLA
ED AFFERRA IL TEMPO
FERMALO COSI’…
AMA FINO ALL’ALBA
SULLA BOCCA INQUIETA
C’E’ IL SAPORE FORTE
DI VITA CHE VA…
DENTRO QUESTA STANZA
L’INFINITO
DENTRO NOI…
E LE PRIME LUCI
CI VEDRANNO STANCHI
…CORPI CHE HAN RUBATO
GOCCE D’INFINITO
 
parlato)chi avra’ il coraggio di guardarSI in viso domani
fuori le mura di questa stanza?
senza piu’ forze…con il viso contratto
solo due corpi fuori dal tempo
…pioggia di vita
sopra i tuoi occhi
..labbra nervose verso la vita…
 TRA I VESTITI SPARSI
RUOTANO DUE CORPI
LIBERI DA TUTTO
..DALLE CONVENZIONI…
NOI PERSONE IN VISTA
SIAMO SOLO ..DUE…
A RUBARE IL TEMPO ALL’ETERNITA’!
E CON L’ALBA POI
TORNEREMO LI’ TRA I TANTI…
RESTERA’ IL SAPORE
DELLA NOSTRA VITA
SULLA NOSTRA BOCCA
…ED IL SOLE VIENE…
 
--------------------------------------
(Traduzione  Marta Roldan)
BAILA HASTA EL ALBA
NO PIENSES EN NADA
Y AFERRA EL TIEMPO
DETENLO ASI’
 
AMA HASTA EL ALBA
SOBRE LA BOCA INQUIETA
HAY UN SABOR FUERTE
DE VIDA QUE PASA
DENTRO DE ESTA ESTANCIA
EL INFINITO
ADENTRO NUESTRO
Y LAS PRIMERAS LUCES
NOS  VERAN CANSADOS
CUERPOS QUE ROBARON
GOTAS DE INFINITO

 

 

   
  
  
  

E-mail: fama@friulinelweb.it


Powered by Enter Informatica / Friulinelweb